A chi è come me cantore
del suo sognato amore
Sono tornata nei luoghi
da cui mancavo da quei giorni
che il silenzio ha portato via
e li ho trovati intrisi ancora
della stessa malinconia,
degli stessi pensieri di allora.
Sembrava mi avessero
sempre aspettato – E poi
all'improvviso
quel viso –
Eri tu?
Mandato a cercarmi
– da dove, da chi? –
con negli occhi e nel cuore
il mio stesso dolore,
mandato a lenire
il mio –
a guarirmi
dal mio
male d'amore.
Quale somiglianza, eppure
ancora non eri tu!
Destinati a una vita parallela –
ciascuno che attende,
ciascuno che spera
che arrivi con l'altro la primavera.
Susanna Contadin
21 aprile 2009
A volte rivedere un luogo al quale siamo stati legati equivale a rivivere le emozioni ad esso connesse. Quante volte ci sentiamo quasi come se non lo avessimo mai lasciato? E poi ci sembra di ritrovarvi qualcuno creduto irrimediabilmente perso come quei tempi lontani, o è forse la salvezza che ci arriva da chi prova il nostro stesso dolore? Ma ancora una volta è solo un'illusione, non avviene l'incontro e non si può che concludere - con tristezza ma allo stesso tempo anche speranza - che da qualche parte ci sarà l'amore e forse conduce un'esistenza a noi parallela.
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