venerdì 31 luglio 2020

#26 Il perché

Il perché

C'è un perché
se tremo
di consolazione al pensarti
uguale a me nell'anima.
C'è un perché –
ed è in questo mio
non conoscerti,
eppure amarti.

Susanna Contadin
21 maggio 2009


In queste parole c'è tutto il bisogno di credere nell'esistenza di qualcuno "uguale a me nell'anima", già amato anche se ancora sconosciuto, solo per la consolazione di sapere che c'è. 

giovedì 30 luglio 2020

#25 Pensarti

Pensarti

Pensarti
occupa le algenti
notti senza sonno e sogni
dei tristi lunghi inverni.
Pensarti
è qualcosa che m'accoglie
a primavera
nel radioso sole del mattino.
Pensarti
mi accompagna
per viali soleggiati
nel meriggio dell'estate.
Pensarti
è qualcosa che si leva
lento d'autunno
coi fumi della sera.

Susanna Contadin
20 maggio 2009


L'anafora "Pensarti" sottolinea il ripetersi di una situazione che si ripropone uguale in circostanze ogni volta diverse, come un sogno d'amore che va sviluppandosi pervadendo ogni stagione ed ogni momento della giornata. Si va infatti da un'immagine invernale che richiama il freddo, la tristezza e la solitudine di un tormento notturno, a quella primaverile che parla di apertura alla vita come in un mattino carico di speranze, alla luce estiva di un pomeriggio gravato di consapevolezza, alla lentezza del ricordo nella malinconia di una sera d'autunno. È un chiasmo di sensazioni positive e negative, grazie al quale restano impresse queste ultime che aprono e chiudono il componimento.

martedì 28 luglio 2020

#24 Labil parvenza che sei come me

Labil parvenza che sei come me

M'appari
in sogno e scompari –
ritorni –
labil parvenza che sei come me
or'affoghi,
or'affochi
quest'attesa di te.
M'ascondi
il tuo volto se a tratti
svolti
agli angoli bui
d'onirici labirinti.
Non ha la tua voce
che suoni
spenti –
van con l'ebano della tua ombra
come note di violini
e già
declini...
Non svanire ancora –
non lasciarmi qui a vagare
sola
in un sogno senza te –
senza te io non so
dare luce e colore
alla tenebra del nostro dolore –
senza te io non so
battermi contro l'egritudine
della nostra solitudine –
senza te io non so
non guardare alla nostra tristezza
come ad una debolezza.

Susanna Contadin
18 maggio 2009


L'amore sognato va e viene in un continuo gioco di rime e assonanze, fino a non farsi più vedere né sentire. Tutto si conclude con l'esortazione a rimanere presente, perché l'essere uguali nel dolore, nella solitudine e nella tristezza assicura una comprensione, una consolazione e una speranza di cambiamento delle quali non si può fare a meno.


sabato 25 luglio 2020

#23 Le mie lacrime per te

Le mie lacrime per te

Le mie lacrime per te
sono gocce d'oceano –
vengono dai profondi
abissi del tuo sguardo
e agli stessi,
versate,
ritornano.
Il solo pensiero
di una tua parola
basterebbe ad asciugarle,
ma adesso ho solo voglia
di piangere
per trovare nelle lacrime
qualcosa dei tuoi occhi.

Susanna Contadin
10 maggio 2009


In questi versi l'amato è al contempo origine e fine di lacrime intrise d'amore e dolore. Potrebbe consolarle con una parola o semplicemente con l'accorgersene... ma più forte di questa speranza è la rassegnazione a continuare un pianto che parla di lui.

venerdì 24 luglio 2020

#22 Amore karmico

Amore karmico

Ali di colomba
ha il mio amore per te,
e sguardo come d'aquila,
ché sempre ti scorge e mai ti raggiunge:
vincono il suo fragile volo
correnti avverse frapposte dalla sorte.

Andrà questo nostro esistere
sì come quello di due scogli
uniti e divisi
dallo stesso mare –
uguali, ma immobili e lontani,
che non si possono incontrare.

Susanna Contadin
22 aprile 2009


Certi amori sono talmente intensi da sembrarci predestinati da sempre, quasi come se, ci fosse un'altra vita, anche in quella li rivivremmo. Sono amori leggeri e delicati, ma allo stesso tempo forti e determinati, resi comunque impossibili da un incomprensibile destino che li ha messi sulla nostra strada impedendoci però di raggiungerli e realizzarli. Possiamo solo inseguirli, attimo dopo attimo.




giovedì 23 luglio 2020

#21 Anime in attesa di anime

Anime in attesa di anime

A chi come me
ancora non ha trovato
il suo amore sognato

Io m'immagino che siamo
un po' come due fari spenti
affacciati dall'entroterra
sulle coste dello stesso mare,
e che guardiamo sempre a quello
come se di là dovessero arrivare
i nostri amori sognati e tanto
sospirati –
Anime
in attesa
di anime –
Ma se solo guardassimo un po' anche altrove,
magari in nostra direzione,
anche solo ogni tanto,
ci accorgeremmo che magari
l'amore ci sta già passando accanto.

Susanna Contadin
21 aprile 2009


Capita che due persone, con così tanto in comune da poter essere l'amore l'una per l'altro, non si riconoscano. Capita che aspettino qualcun altro che non arriverà mai, semplicemente perché attendono la persona sbagliata. Capita, purtroppo. E si finisce per sprecare un tempo che nessuno ci potrà ridare, e con esso anche l'occasione di capire che a volte l'amore è più vicino di quanto crediamo. 

mercoledì 22 luglio 2020

#20 La somiglianza

La somiglianza

A chi è come me cantore
del suo sognato amore

Sono tornata nei luoghi
da cui mancavo da quei giorni
che il silenzio ha portato via
e li ho trovati intrisi ancora
della stessa malinconia,
degli stessi pensieri di allora.
Sembrava mi avessero
sempre aspettato – E poi
all'improvviso
quel viso –
Eri tu?
Mandato a cercarmi
– da dove, da chi? –
con negli occhi e nel cuore
il mio stesso dolore,
mandato a lenire
il mio –
a guarirmi
dal mio
male d'amore.
Quale somiglianza, eppure
ancora non eri tu!
Destinati a una vita parallela –
ciascuno che attende,
ciascuno che spera
che arrivi con l'altro la primavera.

Susanna Contadin
21 aprile 2009


A volte rivedere un luogo al quale siamo stati legati equivale a rivivere le emozioni ad esso connesse. Quante volte ci sentiamo quasi come se non lo avessimo mai lasciato? E poi ci sembra di ritrovarvi qualcuno creduto irrimediabilmente perso come quei tempi lontani, o è forse la salvezza che ci arriva da chi prova il nostro stesso dolore? Ma ancora una volta è solo un'illusione, non avviene l'incontro e non si può che concludere - con tristezza ma allo stesso tempo anche speranza - che da qualche parte ci sarà l'amore e forse conduce un'esistenza a noi parallela.

venerdì 17 luglio 2020

#19 Illusioni di te

Illusioni di te

Ho creduto di vederti,
in un giorno di festa e aprile,
apparire e poi lasciarti
appena intuire –
venuto da lontano
nell'anima ad offrire
alle mie
le tue solitudini, fragilità
e malinconie –
a far risorgere il tempio della gioia
dai silenzi delle rovine sue,
aggiungendovi, lieve, quelle tue.
L'ho creduto, ma era solo
un gioco strano del sole
oltre i vetri e queste stanche ore.

Ho creduto di sentirti,
in un giorno come un altro,
soffiare parole
di conforto,
di speranza
e d'amore
sulle ferite del mio triste cuore –
e ripeterle
come un'eco
nei ricordi –
L'ho creduto, ma era solo
la pioggia, la condensa,
monotona
nella sua cadenza.

Amore mio sognato,
amore sempre atteso,
incontrarti, ormai,
più non spero
oltre il cerchio dei miei pensieri –
oltre gli aerei emisferi
d'un sogno mio che
– solo –
ancora getta
ponti di luce
e d'arcobaleno
tra la solitaria mia esistenza
e l'evanescente tua arcana presenza.

Susanna Contadin
20 aprile 2009


Questa poesia racconta la tristezza dei sogni impossibili, contrapposta alla speranza che dagli stessi nasceva in Felicità
Le tre strofe che la compongono presentano un numero decrescente di versi, come se accompagnassero il venir meno dell'illusione nel passaggio da situazioni immaginate alla disillusione che ne deriva.
Il cuore si trova dapprima davanti ad un'ingannevole visione. Si abbandona al sogno - già accennato in altre poesie - di un amore che conosca e sappia capire le sue stesse solitudini, fragilità, malinconie, un amore con il quale ritrovare la gioia condividendo il medesimo dolore. Ma non è che un riflesso, uno scherzo del sole.
È poi la volta di una vaga sensazione. L'anima si illude di aver trovato chi sappia darle conforto, speranza, amore per annullare i precedenti elementi negativi. Ma non è che un mormorio, un inganno della pioggia.
E l'amore resta un sogno, un'attesa; non è ancora incontro, se non nel silenzio di un pensiero.

giovedì 16 luglio 2020

#18 Felicità

Felicità
– per l'inizio di un nuovo sogno –

Oggi il vento non è più freddo
e dei tigli porta, con lo stormire,
anche il profumo,
che va intrecciandosi con quello
d'una strana felicità.

Oggi ti ho trovato
in un sogno nuovo d'amore
dove ho smarrito il mio cuore –
dove ho visto un tuo sorriso
schiudersi piano
solo per me
e inondarti d'una luce
come di quando le nuvole
non velano più il sole –
dove ho visto il tuo sguardo
cercare tra tutti il mio
e illuminarlo
come questi sprazzi
di cielo
la terra,
per alleviare con la tua
questa mia malinconia
dell'eterna solitudine.

Oggi soltanto
mi sono accorta
che l'inverno è andato via –
oggi soltanto, che la tua anima
ha sfiorato, parlandole, la mia.

Susanna Contadin
18 aprile 2009


Tre strofe aperte dall'anafora "Oggi" corrispondono ad altrettanti momenti in cui viene suddivisa la nascita di una nuova speranza d'amore, il nuovo sogno del sottotitolo: prima e terza fase, entrambe di 5 versi, sembrano racchiuderlo come in uno scrigno. 
C'è una sorta di introduzione alla nuova situazione, che viene definita attraverso un accostamento di elementi: sensazioni, suoni, profumi.
C'è poi la descrizione dei dettagli di un incontro: quello che ha dato inizio al sogno, o uno soltanto immaginato? Si tratta di sorrisi e sguardi associati a elementi naturali: nuvole, sole, cielo, terra. Torna il concetto, già presente in altre poesie, di solitudine e malinconia condivise con l'amato.
C'è infine una conclusione in cui questo incontro d'anime appare come una rinascita dopo l'inverno. La felicità, appunto, dopo il dolore.

martedì 14 luglio 2020

#17 Abbacinante fantasia

Abbacinante fantasia

Quando salgo sulla scogliera
e si prepara una burrasca
e va nell'aria la triste musica
dei giorni ormai perduti
e scorgo di lontano
i capanni abbandonati
dei pescatori,
come un riverbero
sul mare
mi acceca
per un attimo
questa strana fantasia –
Entrare piano in questo o in quello
appena un po' più in là,
chiudere fuori il mondo,
lasciarlo sprofondare senza un addio
nell'abisso, nell'oblio,
vedere intanto come, spento,
lo segue mesto il sole,
incontrarti in un pensiero
che nasce dal mio pianto
ed unire
– fantasia –
la tua solitudine e la mia.

Susanna Contadin
16 aprile 2009


È una fantasia marina sull'amore sognato come unione di due identiche solitudini.
Quando al mare percorrevo la diga, mi colpivano in un modo non ben definito i misteriosi capanni che la costeggiavano da un lato, quasi come se sperassi di potervi trovare l'amore atteso. Ecco allora che in questi versi la scogliera diventa metafora della vita, stretta tra un tempestoso futuro e i tristi accordi del passato, mentre i capanni simboleggiano le speranze d'amore e l'immaginazione di isolarsi da tutto, come il mondo al tramonto, per trovare nei pensieri la consolazione di chi conosce un'uguale solitudine. Una fantasia appunto, che è tanto l'amore che l'impossibilità di incontrarlo.