venerdì 17 luglio 2020

#19 Illusioni di te

Illusioni di te

Ho creduto di vederti,
in un giorno di festa e aprile,
apparire e poi lasciarti
appena intuire –
venuto da lontano
nell'anima ad offrire
alle mie
le tue solitudini, fragilità
e malinconie –
a far risorgere il tempio della gioia
dai silenzi delle rovine sue,
aggiungendovi, lieve, quelle tue.
L'ho creduto, ma era solo
un gioco strano del sole
oltre i vetri e queste stanche ore.

Ho creduto di sentirti,
in un giorno come un altro,
soffiare parole
di conforto,
di speranza
e d'amore
sulle ferite del mio triste cuore –
e ripeterle
come un'eco
nei ricordi –
L'ho creduto, ma era solo
la pioggia, la condensa,
monotona
nella sua cadenza.

Amore mio sognato,
amore sempre atteso,
incontrarti, ormai,
più non spero
oltre il cerchio dei miei pensieri –
oltre gli aerei emisferi
d'un sogno mio che
– solo –
ancora getta
ponti di luce
e d'arcobaleno
tra la solitaria mia esistenza
e l'evanescente tua arcana presenza.

Susanna Contadin
20 aprile 2009


Questa poesia racconta la tristezza dei sogni impossibili, contrapposta alla speranza che dagli stessi nasceva in Felicità
Le tre strofe che la compongono presentano un numero decrescente di versi, come se accompagnassero il venir meno dell'illusione nel passaggio da situazioni immaginate alla disillusione che ne deriva.
Il cuore si trova dapprima davanti ad un'ingannevole visione. Si abbandona al sogno - già accennato in altre poesie - di un amore che conosca e sappia capire le sue stesse solitudini, fragilità, malinconie, un amore con il quale ritrovare la gioia condividendo il medesimo dolore. Ma non è che un riflesso, uno scherzo del sole.
È poi la volta di una vaga sensazione. L'anima si illude di aver trovato chi sappia darle conforto, speranza, amore per annullare i precedenti elementi negativi. Ma non è che un mormorio, un inganno della pioggia.
E l'amore resta un sogno, un'attesa; non è ancora incontro, se non nel silenzio di un pensiero.

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