Da quanto era un vuoto
freddo ad avere il mio cuore,
una nebbia mai vinta a celare il tuo sguardo?
Declinava l'inverno
quando ti ritrovai... Ad un oscuro lago
infondevi il tuo mistero.
Davanti a noi si schiusero speranze –
il tuo silenzio rapì quel giorno,
e la memoria di noi quasi assenti.
Susanna Contadin
28 febbraio 2007
La tripartizione della poesia trasmette un senso di smarrimento e rimanda ad un accostamento di passato, presente e futuro.
Sembra sia l'anima stessa a parlare: a interrogarsi sui ricordi di un cuore non più capace di amare per la troppa lontananza, a descrivere quasi per enigmi il rincontrarsi alla fine dell'inverno, ad alimentare infine nuove speranze d'amore.
In chiusura traspare anche a livello di sintassi tutta l'ambiguità dei versi: è infatti possibile interpretare in diversi modi il finale a seconda del termine considerato come soggetto. Potrebbe essere stato il silenzio da parte dell'amato, e quindi la sua indifferenza, ad aver portato via con sé quel giorno ed il suo ricordo; ma potrebbe anche essere stato il giorno, e quindi il destino, a chiudersi sull'immagine sbiadita di un amore senza più futuro.
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