Veglia la luna
in silenzio
sull'incerto profilo dei monti...
Le stelle sei
dal tremulo splendore,
sei nella notte
che il giorno porterà via.
Col vento si leva
ancora un altro sole,
viene ancora un mattino
a destarmi, tiepido...
Il sogno sei
che stavo sfiorando,
sei in una lacrima
che racchiude il tuo sguardo.
Passa il giorno, e lento
segue il corso dei pensieri.
Il cielo si specchia nei canali,
sto sugli argini boscosi
dove nidifica l'airone...
Il vento sei
che le nubi dissolve,
sei nel meriggio
in cui cantano le allodole.
Cadono le ore
come le foglie.
Un turbine le sperde
e sembra un sospiro,
il fuoco del tramonto
accende nostalgie...
Gli alberi spogli sei
che si veston di ricordi,
sei nei giorni in cui credevo
di non aver pensato a te.
Susanna Contadin
29 marzo 2009
Quattro strofe di lunghezza crescente che corrispondono ad altrettante parti del giorno, dell'anno e della vita: in tutte la stessa presenza, evocata da diversi elementi.
C'è nelle limpide notti d'inverno, quando la luna e le stelle sono sospese, quasi in attesa, sui colli resi indefiniti dall'oscurità, come nel paesaggio che ero solita osservare dietro casa al tempo ormai lontano di questi versi.
C'è nei mattini tiepidi e ventosi di primavera, quando il pianto segna il risveglio da un sogno carico di ricordi.
C'è nei lenti pomeriggi d'estate, nei panorami delle mie camminate di allora, dove, immancabile, tra le nubi si aggira un vento che parla di amore impossibile.
C'è nelle malinconiche sere d'autunno, con il nostro tempo che come foglie se ne va in un sospiro, mentre alberi spogli si stagliano nel tramonto.
L'amore irrealizzato è una presenza continua: è nell'oggi delle sensazioni descritte; ci sarà in futuro, quando queste si riproporranno come i giorni e le stagioni che le hanno suscitate; è parte del nostro passato. Perché quando ci illudiamo di aver dimenticato ciò che ci fa soffrire, soltanto perché ci sembra di non stare più così male, in realtà è solo che non ci stiamo pensando. Ma in ogni stagione, in ogni momento della giornata, ci sarà sempre qualcosa che ce lo ricorderà, e ci accorgiamo che c'era anche quando non credevamo.
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