martedì 4 aprile 2017

#1 Sera d'argento

Sera d'argento

È sera.
Il canto
lamentoso della cicala
sull'albero
tace.

Dietro il colle
il sole lentamente
scompare
lasciando un dorato
chiarore.

Biancheggia
l'argentea luna
nel buio cielo
illuminando debolmente
la meravigliosa natura.

Il picchio rumoroso
si quieta
volando
via
dal suo albero.

Susanna Contadin
1993


Quando ho scritto questa mia prima poesia avevo nove anni e tanta voglia di inventare storie: Sera d'argento si sviluppa infatti come una piccola, semplice narrazione in versi.
Una sera alle porte dell'estate viene descritta attraverso la progressiva introduzione di pochi elementi naturali: una cicala ed un picchio su di un albero, un colle, il sole e la luna nel cielo. I suoni del giorno si spengono, la luce si dirada, gli animali non animano più il paesaggio, ora pervaso da un senso di silenzio e solitudine sottolineato da alcune parole isolate, poste a costituire un intero verso (tace, scompare, via).
Centrale nella poesia è il momento del passaggio dagli ultimi bagliori del sole che tramonta ai primi raggi della luna che sorge: al modificarsi della luce sono infatti dedicate le strofe 2 e 3, al silenzio e all'allontanamento le strofe 1 e 4 in una sorta di struttura circolare che racchiude come in una cornice lo scivolare della natura verso la notte.


Nessun commento:

Posta un commento