Un mai diverso cielo
sovrasta la campagna.
Irrevocabilmente
vorticose ore
compiono il loro corso –
Inutilmente
silenziose lacrime
parlano d'amor trascorso...
Essere vento
che piega,
non fior dal capo chinato –
Essere nuvola
d'esister ignara,
non uomo dal viver segnato...
Insensibilmente
silenziose ore
non rendono un amor trascorso –
Inesorabilmente
vorticose lacrime
seguono il loro corso...
Un mai diverso cielo
sovrasta la campagna.
Susanna Contadin
19 giugno 2006
La struttura circolare della poesia rimanda a giornate che si ripetono sempre uguali le une alle altre, imprigionate in una triste realtà in cui nulla mai cambia. L'uso degli avverbi sottolinea una sensazione negativa di fondo: il tempo passa e nulla si può fare per fermarlo, come è inutile attendere un amore perduto che non tornerà. Le ore se ne vanno infatti insensibili senza riportarcelo e inesorabile ci inghiotte il silenzioso vortice del pianto. E tutto finisce com'era iniziato, senza alcun mutamento né intorno né dentro di noi. Nel mezzo, solo il desiderio - vano - di imporsi sul destino.
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