giovedì 24 gennaio 2019

#9 Destino di anime tristi

Destino di anime tristi

Anime tristi chiamate all'amore
come nebbie al mattino destate dal sole
Anime tristi che un dolore consuma
pallide, mute come raggi di luna
Anime tristi tra boschi e rovine
aspettano invano un sonno che redime

Susanna Contadin
2 ottobre 2006


Una passeggiata autunnale nei boschi si spinge fino ai piedi di ruderi così evocativi da dare vita ad un'anafora di fantasmi leggendari il cui amore fa rima con dolore. Sono anime della stessa consistenza dei pensieri e delle nebbie, associate al sole e alla luna. Incapaci di trovare pace, condannate ad errare, a soffrire, ad amare in eterno.

lunedì 7 gennaio 2019

#8 Naufragio

Naufragio

Soffocante
la vastità del mare
che respira per me –
Ingannevole
il moto dell'onda
che mi attrae, mi respinge da sé...

Un lampo mi acceca,
mi assorda un tuono
poi disperso dal vento –
Mi aggrappo alla vita e non è
che un morire lento...

La tempesta
ha la tua voce,
risuona intorno e dentro me –
Ogni flutto
ha la tua luce,
mi investe, mi porta via con sé...

Finchè un nuovo lampo mi acceca,
mi assorda un altro tuono
che va a morire lontano –
Quasi scorgo nell'ombra
un'ombra che mi tende una mano...

Si allontana la tempesta,
va ad abbattersi sui moli
lontani, lontani –
Mi parla di te,
forse ti parla di me
il mugghio del mare, il grido dei gabbiani.

Susanna Contadin
20 settembre 2006


La poesia parla di disorientamento e trasmette il senso di precarietà dei momenti in cui è forte la tentazione di abbandonarsi alle circostanze senza reagire, quasi un morire un po' per volta. La tempesta alla base di un tale naufragio, delineata attraverso lampi, tuoni e vento e richiamata dalle rime interne che evocano il moto eterno del mare, corrisponde al ricordo di un sentimento che pervade l'intera persona e la sua vita. Un'improvvisa speranza di salvezza è soltanto un'illusione indefinita, un'ombra nell'ombra. Quel che resta è il ricordo stesso. E la speranza di essere ricordati.

#7 Morte spirituale

Morte spirituale

Un mai diverso cielo
sovrasta la campagna.
Irrevocabilmente
vorticose ore
compiono il loro corso –
Inutilmente
silenziose lacrime
parlano d'amor trascorso...

Essere vento
che piega,
non fior dal capo chinato –
Essere nuvola
d'esister ignara,
non uomo dal viver segnato...

Insensibilmente
silenziose ore
non rendono un amor trascorso –
Inesorabilmente
vorticose lacrime
seguono il loro corso...
Un mai diverso cielo
sovrasta la campagna.

Susanna Contadin
19 giugno 2006


La struttura circolare della poesia rimanda a giornate che si ripetono sempre uguali le une alle altre, imprigionate in una triste realtà in cui nulla mai cambia. L'uso degli avverbi sottolinea una sensazione negativa di fondo: il tempo passa e nulla si può fare per fermarlo, come è inutile attendere un amore perduto che non tornerà. Le ore se ne vanno infatti insensibili senza riportarcelo e inesorabile ci inghiotte il silenzioso vortice del pianto. E tutto finisce com'era iniziato, senza alcun mutamento né intorno né dentro di noi. Nel mezzo, solo il desiderio - vano - di imporsi sul destino.

sabato 5 gennaio 2019

#6 Inquietudine

Inquietudine
– per la fine di un sogno –

Non è fiamma, estinguersi non sa,
non è terra, non offre stabilità,
è vento che mi sferza,
ghiaccio che si spezza,
lama che non conosce pietà
per il cuore che strazia – infierirà...
È tristezza che non va via,
libertà nella prigionia,
è silenzio e solitudine
è lontananza
l'inquietudine.

Susanna Contadin
27 febbraio 2006


La poesia ricorre ai quattro elementi per definire una sensazione totalizzante che non ha fine, destabilizza, colpisce ferendo e rendendo tristi, silenziosi e solitari, prigionieri di un'assenza come al risveglio da un sogno.

#5 Il dubbio

Il dubbio

È più indistinto l'orizzonte,
fanno più paura le ombre
della sera, ora
che i miei sogni non hanno più cielo,
non hanno più ali
e cadono in volo.

Susanna Contadin
5 luglio 2004


Viene meno la certezza della meta e si fa strada l'incapacità di affrontare quanto ci aspetta di negativo. Ora. Al centro della poesia si staglia il presente, il momento in cui a causa di un dubbio tutto è cambiato, il momento a metà tra un passato positivo fatto di sogni ed un futuro incerto. Il momento in cui quegli stessi sogni hanno perso la possibilità di imporsi e ci stanno abbandonando.

mercoledì 2 gennaio 2019

#4 Assenza

Assenza

Sospinti dal vento

si allontanano i fiori del mandorlo.
Nell'imbrunire indistinti
nessuna voce mai
li raggiungerà,
fantasmi d'un'emozione
che nome non ha.

Susanna Contadin
26 maggio 2004


In una giornata primaverile che volge al termine, un amore irraggiungibile si fa ancora più distante come un delicato fiore di mandorlo portato via dal vento. I termini imbrunire e indistinti sottolineano il carattere ancora indefinito di un sentimento appena nato ma già lontano e i petali in volo ne diventano i bianchi fantasmi, quel che resta di un'emozione inesprimibile.