Di cristallo, come fredde spade
feriscono –
trapassano –
cadono al di là dell'anima.
È il tempo
triste
dei ricordi.
Susanna Contadin
30 giugno 2009
Anticipati fin dal titolo, ma ripresi solo a fine poesia con versi che richiamano per ritmo i celebri "è l'estate, / fredda, dei morti", i ricordi sono paragonati a gelide, insensibili spade di cristallo, con le quali condividono la capacità di colpire provocando dolore. Ma mentre le ferite lasciate da una spada potranno un giorno guarire, certi ricordi infieriscono fino a posarsi sull'anima e restarci per sempre, abbandonandoci così al tormento senza fine di una lama che ha trovato nel cuore la sua destinazione eterna.
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