Ci sono posti
che l'abbandono
rende più tristi,
ma chi ha visto questo
non sa se sia più tristo
pensarlo
abitato un tempo
da corpi senza vita o voglia
di vita e da speranze
impigliate
nelle alte reti spinate
o vederlo
adesso che come prima i morti
stanno ora le rovine –
come prima i sogni
vanno ora le robinie
oltre i muri e gli stradoni
ma non le recinzioni.
Susanna Contadin
13 maggio 2009
Ho scritto queste riflessioni poco dopo aver visitato il campo e sull'onda del ricordo ho sviluppato il confronto tra presente e passato che percorre l'intera poesia. Mi ha colpito vederlo ora come un luogo abbandonato e immaginarlo per ciò che ha rappresentato un tempo, quando a popolarlo erano persone private di tutto, morte già in vita come le sue attuali rovine; quando ad abitarlo erano speranze irrealizzabili, incapaci di varcarne i confini, come le robinie che ora ne hanno preso il posto.