mercoledì 19 luglio 2017

#3 Inutilità

Inutilità

Fiore primaverile senza profumo
Piccolo sole estivo ghiacciato
Frutto d'autunno senza sapore
Neve d'inverno disciolta.

Susanna Contadin
novembre 2000


A volte ci si sente così, come queste immagini emblematiche di ciascuna stagione, accostate senza punteggiatura, private della loro caratteristica essenza o associate al suo contrario. Immagini che perdono il loro significato, diventando il simbolo dell'inutilità.

martedì 18 luglio 2017

#2 Sera di dicembre

Sera di dicembre

Vagando senza meta
alle cinque di sera
– è presto ed è già buio –
nei pressi di luoghi sconosciuti...
Chissà dove siamo,
chissà dove andremo?
Cerco di ingannare il tempo
scrivendo e disegnando
sui finestrini appannati dell'auto.
Poi guardando fuori, il paesaggio:
un correre di luci, di lampioni, alberi e città.
Già sento la noia, la rabbia,
la tristezza e la malinconia,
che costituiscono la mia unica compagnia,
bussare dentro di me,
e non so se aprire oppure no.

Susanna Contadin
25 dicembre 1997


Quel che emerge da questa poesia è un insieme di sensazioni negative: ci si sente in sospeso, indecisi tra la solitudine e la compagnia della noia per il presente, della rabbia per quanto diverso potrebbe essere e della malinconica tristezza per la sua accettazione.
Fin dai primi versi tutto sembra succedere come se fosse lasciato al caso e la realtà appare opprimente come il buio al termine di una giornata troppo breve che porta al disorientamento. Il cambiamento di prospettiva dall'interno all'esterno - dall'auto al paesaggio - equivale alla ricerca di una via d'uscita, che si rivela però inafferrabile come la frenesia di luci, elementi naturali e vita che continua, nonostante tutto.

giovedì 13 luglio 2017

#1 Tramonto di pianto

Tramonto di pianto

Non di giorno, non di sera,
ma solo al tramonto
un amore si dispera.
È in questo momento
che cose viste o passate
affiorano alla mente,
e agli occhi
una prima lacrima appare
e resta
finchè il sole se ne va,
ricordando quell'addio...
Ma appena si scorge
il primo argenteo raggio di luna
tutta la tristezza scompare.
E l'amore ritrova la speranza
quando i raggi dorati del sole mattutino
si infiltrano nella stanza.

Susanna Contadin
febbraio 1997


Passeggiavo lungo i brulli sentieri di un colle solitario. Presto sarebbe calato il sole pallido delle corte giornate di febbraio e improvvisamente il tramonto mi sembrò il momento più triste.
È quando si ricordano tempi e amori passati - riflettevo - e, come in un gioco di rimandi, addii simili a quello del sole al giorno. Càpita che un pianto scaturito da questi pensieri accompagni l'astro che se ne va, ma il sorgere della luna comincia ad aprire il cuore alla speranza, finalmente ritrovata nel sole di un nuovo mattino.
Sole e luna. Tramonto, notte, alba. Fine e inizio. I colori oro e argento caricano di preziosità questi simboli chiave: il sole segna calando la fine delle illusioni e svela l'incolmabile distanza dal passato; la luna porta con sé un'idea di trasformazione; il sole che sorge suggella il rinnovamento interiore. Momenti del giorno e della vita condividono una connessione di fondo. Rime sparse la richiamano.



martedì 11 luglio 2017

Solitudine e malinconia, tristezza, morte e nostalgia

Ricordi di un passato che non può tornare. Sofferenza per la mancanza di un senso, per illusioni deluse, per una monotonia che soffoca le emozioni. Speranze di consolazione subito attenuate dalla desolazione nel notare che tutto si rinnova intorno, ma non in te.
Ecco le diverse sfumature dei sentimenti negativi in questa parte di viaggio. Forse un po' buia, ma ricca di simboli pronti a farci da guida.

giovedì 6 luglio 2017

#15 Ritorno a Elmriver

Ritorno a Elmriver

Là dove il bosco
si confonde con l'orizzonte
si spezza il giorno
in bagliori di tramonto.
E la vicinanza
è come assenza –
la presenza
come distanza,
mentre passa in un pensiero
qualcosa
– ancora –
di te.

Susanna Contadin
10 febbraio 2010


Un altro giorno si chiude in solitudine rompendosi nei mille riflessi del tramonto e per un attimo riporta a Elmriver, immaginario luogo dei sentimenti più dolci e perfetti. Ma anche questo, ormai, si rivela soltanto un'illusione. Lo suggeriscono i numerosi contrasti sui quali è costruita la poesia: il giorno si spezza laddove natura e orizzonte si fondono, la vicinanza è come il non esserci, l'esserci è annullato dalla distanza, un antico pensiero ritorna e l'anima vi si abbandona nonostante il desiderio - ancora - di guardare avanti.

mercoledì 5 luglio 2017

#14 I bucaneve

I bucaneve

Bianchi e fragili sui dolci
crinali contro l'acquea
luce del morente inverno,
li sfiora appena
un vento che ne porta
col profumo già l'annuncio
di natura che riviene.

Susanna Contadin
26 gennaio 2010


La tenue luce di fine inverno che parla di disgelo risveglia i bucaneve, semplici ma simbolici fiori dei mesi freddi raccontati attraverso piccole note descrittive che ne colgono gli aspetti essenziali: la purezza del colore, la delicatezza, l'habitat, la soavità del profumo, appena percepibile nel vento come la speranza di una nuova stagione dell'anno e della vita.


martedì 4 luglio 2017

#13 Luna d'ottobre

Luna d'ottobre

Velata risplendi
nella notte
– dolce –
evocando misteri.

E piano l'anima
si consuma
– triste –
nel freddo tuo silenzio.

Susanna Contadin
7 ottobre 2009


Una notte d'autunno, di dolcezza e malinconia e, alta nel cielo, una presenza più che mai evocativa. Questa l'origine di Luna d'ottobre.
La poesia si compone di due parti corrispondenti a due diverse prospettive. Una, più concreta, è data dagli elementi naturali che caratterizzano il momento descritto, dominato dalla misteriosa luce notturna di una luna che si lascia appena intravedere tra le nubi. L'altra, tutta interiore, si sofferma sulla distante incomunicabilità tra osservatore e contesto naturale, intrisi entrambi della dolce tristezza suggerita dai due aggettivi messi in evidenza nei versi - due aspetti contrastanti di una notte di luna in ottobre.