Sussurravano sorgenti al vento
echi d'una lontana parvenza –
forse la tua... Verso il tramonto
varcasti incolmabili distanze.
La tua ombra non era che un velo,
dileguò, non un altro la scorse.
Di te non restò più che il solo
morire di più voci disperse.
Susanna Contadin
12 febbraio 2007
Questa e altre poesie dello stesso periodo sono scaturite dalla lettura di alcuni versi di Luzi, nei quali aleggia una presenza tanto attesa ma appena intuibile, mai manifestatasi davvero. L'illusione dell'incontro si svolge in un triste paesaggio rarefatto, delineato soltanto da sorgenti che rumoreggiano al tramonto, in cui appare - per poi subito svanire, quasi una visione - lo spirito di un amato senza volto o nome. L'indefinita presenza, o soltanto il suo ricordo inconsistente come sembrano suggerire i termini ombra e velo, portata dal vento come è arrivata così se ne va - fantasma non visto - lasciando soli e confusi. Questo fa di Inverni una sorta di piccolo amuleto che aiuta a capire e a rivivere le eterne emozioni di illusioni e speranze d'amore.